Conclusioni del VII Festival del Dialogo sul tema “Il lavoro. Ieri, oggi, domani?”. Arrivederci al 2021

di Alessandro Volpi

Si è conclusa la settima edizione del Festival del Dialogo, quest’anno abbiamo trattato il tema del lavoro, in una prospettiva di analisi rispetto alla storia, alla condizione presente e alle prospettive future. Se infatti il tema del lavoro è, o almeno è stato, da sempre al centro delle riflessioni di diverse discipline (dalla filosofia, alla sociologia all’economia ecc..) e del dibattito pubblico, nonché ovviamente dell’esperienza quotidiana di tutti i lavoratori, oggi si impone con una particolare gravità.

In questo primo ventennio del nuovo millennnio infatti abbiamo vissuto almeno tre momenti di radicale rottura, o crisi, di dimensioni che non è eccessivo definire epocali: la crisi globale del 2006-2008, la conseguente crisi europea del debito sovrano 2010-2011 e oggi la crisi che si sta producendo con la pandemia da Covid-19, della quale ancora in gran parte non conosciamo l’entità degli effetti. Questi processi hanno prodotto – ma in realtà in molti caso solo accelerato – grosse trasformazioni nel mondo del lavoro, che vive una crisi costante mai risolta – basta guardare i tassi di disoccupazione. In tutto ciò ancora non conosciamo chiaramente le conseguenze del lockdown di marzo e delle misure restrittive che si stanno mettendo in campo in autunno.

In questo contesto, seppur con tutte le difficoltà e i timori che abbiamo vissuto anche nella nostra associazione, abbiamo deciso di portare a termine l’edizione del Festival 2020, nella convinzione che i momenti di discussione pubblica non possano essere congelati per tutta la durata – indefinibile – della pandemia, e soprattutto convinti che per il nostro paese, e per la nostra città in particolare, fosse fondamentale trattare questo tema. Abbiamo ricevuto, fra la presenza fisica e quella virtuale, una risposta di pubblico assolutamente soddisfacente nelle condizioni date che ci spinge ad andare avanti.

La nostra mostra d’arte, come di consueto, ha fatto da cornice alle discussioni, avendo ricevuto un’attenzione molto significativa. I temi trattati sono stati molti. Il Festival è stato aperto da una tavola rotonda intitolata “Il lavoro. Ieri, oggi, domani?” in cui si è discusso del nostro tema da diverse prospettive.

Rolando Vitali ci ha presentato un’introduzione sul lavoro come esperienze fondamentale della modernità, e ci ha mostrato la sua natura intrinsecamente conflittuale, produttrice di contraddizioni, arrivando anche a delineare alcune questioni di attualità. È intervenuta quindi Paola Lanzi, che ha trattato le forme diverse, le potenzialità e le problematiche legate allo smart working. Ha concluso Simone Fana con un’analisi storica e sociologica delle problematiche legate al mondo del lavoro nel nostro paese, e alle contraddizioni più forti nella fase attuale.

La seconda giornata, dopo la presentazione nella mattina dei risultati dei Focus Group dell’edizione passata, si è sviluppata nel pomeriggio con una tavola rotonda intitolata “Quale modello di impresa per la comunità del futuro”, durante la quale si è cercato di porre l’attenzione su alcune esperienze di modelli di impresa alternativi a quelle tradizionali. É intervenuto Andrea Bernardoni, mostrando la situazione delle imprese in una prospettiva sia nazionale che regionale, seguito da due testimonianze di imprese umbre. Hanno parlato infatti Marco Brozzi, presidente della Cooperativa Ceramica N.O.I., un’azienda recuperata dai lavoratori, salvandola dalla chiusura a causa della delocalizzazione, e Giacolo Caldarelli della Cooperativa Anonima Sociale, che ci ha parlato del Cinema PostModernissimo di Perugia.

Questa giornata è stata introdotta dalla presentazione di uno studio “Le imprese e il lavoro sul territorio” a cura di Matteo Tonelli. Questo lavoro ha permesso di avere un quadro dinamico della situazione di Orvieto e dell’Area Interna Sud-Ovest dell’Orvietano nel quadriennio 2015-2019, e alcune considerazioni di carattere provvisorio su proiezioni relative alla fase attuale.

Infine, nella giornata di domenica si è concluso con un seminario aperto “Il dialogo come strumento di crescita: proiettare il lavoro oltre il 2020”, a cui hanno partecipato rappresentanti di realtà del territorio legate all’istruzione, all’impresa, all’associazionismo ecc… In questo contesto la nostra associazione ha ribadito l’impegno a riproporre per il 2021 il medesimo tema, ovviamente attraverso declinazioni e aspetti diversi. Siamo infatti convinti che la situazione che si produrrà nei prossimi mesi renderà la discussione su questo tema ancora più urgente e necessaria. Ci auguriamo una sempre crescente partecipazione da parte della cittadinanza, delle istituzioni, delle altre realtà associative, rappresentanti del mondo del lavoro, associazioni di categoria e degli attori economici. Noi ci impegniamo a tenere aperto questo luogo di dialogo per la crescita della città, vi aspettiamo nel 2021!

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