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Buon giorno a tutti e benvenuti alla tradizionale festa di primavera della dell’ass: ApertaMenteOrvieto.

Come consuetudine questa giornata si apre con l’assemblea dei soci allargata a tutti coloro che sono interessati all’associazione,proseguirà con il pranzo e un po’ di bella musica.

Questa assemblea è chiamata a dare il suo parere sul lavoro svolto nel 2018 e a dare un contributo sulle iniziative del 2019.

Io mi limiterò a fare alcune considerazioni sull’attività dell’anno scorso.

Per quanto riguarda il 2019 ricorderò il programma di massima lasciando a chi sta seguendo le varie iniziative di esporle e argomentarle all’assemblea,così come il nostro tesoriere farà sul bilancio consuntivo del 2018 che siamo chiamati a discutere e approvare e su quello preventivo del 2019.

Il 2018 è stato un anno importante con iniziative che ci hanno definitivamente collocato nella società ,ma,mettendo anche in evidenza alcune cose da riguardare.

E iniziato con la precedente festa di primavera ,continuando con l’iniziativa dei ragazzi delle scuole superiori svoltasi presso il cinema corso,che pur essendo interessante ha mostrato la necessità di essere ripensata questo senza sminuirne il valore,ma come tutte le cose vanno rinnovate nel format e nei contenuti,su cui stiamo già lavorando. Continuando con la giornata su ( FREUD ad Orvieto),con la presentazione della giornata al mattino presso la sala consigliare,l’apposizione della targa realizzata e donata da due artigiani orvietani e l’interessante convegno presso l’aula magna di palazzo Negroni tutto questo in collaborazione con l’istituto artistico,l’associazione Fidapa,il comune di Orvieto e la partecipazione del centro studi,una giornata partecipata che a destato interesse nei cittadini .

Un lavoro intenso e impegnativo è stato quello delle due iniziative di ottobre,Orvieto cinema fest e il festival del dialogo.

E unanime il giudizio positivo sul 1” festival internazionale dei cortometraggi cinematografici,(Orvieto cinema fest),i numeri e le considerazioni le esporranno i ragazzi e le ragazze che lo hanno pensato e realizzato dimostrando di essere davvero capaci,tanta gente ha chiesto di non fermarsi, loro non si sono fermati,noi non ci fermeremo visto che si sta lavorando per la seconda edizione che ci sarà ad ottobre prossimo.

Vorrei fare una breve riflessione su ,questa iniziativa insieme ad altre su cui dirò.

Questa ci sembra l’interpretazione giusta della nostro missione quella di interloquire,di favorire scambi culturali,di allargare i nostri orizzonti e solo il fatto che sono venuti ad Orvieto attori,registi personaggi dell’arte che hanno esposto lavori di grande interesse hanno fatto si che questa città facesse un piccolo passo verso un mondo sempre più piccolo.

Tanti giovani hanno partecipato con i quali ci siamo conosciuti con questa e altre iniziative, abbiamo incrociato le nostre idee,le nostre riflessioni,insomma è stato sicuramente un arricchimento.

Il festival del dialogo del 2018 si è arricchito di iniziative positive ma a anche mostrato qualche limite su cui torneremo.

La partecipazione delle scuole elementari e medie nella giornata di apertura e in quella di chiusura del festival a dato continuità al lavoro degli anni precedenti,ma è stata più intensa,più numerosa innalzando la qualità portando i bambini ed i ragazzi a esporre le loro idee genuine,semplici che sono materia di riflessione per tutti.

Voglio ringraziare i dirigenti e gli insegnanti.

I primi perché hanno e stanno dando piena adesione alle nostre iniziative ed ai nostri progetti i secondi perché nel portare avanti i progetti didattici stimolo riflessioni e creatività nei bambini,il risultato lo possiamo apprezzare tutti .

Sottolineo una riflessione di una di loro qualche riunione fa, che questa collaborazione è un palcoscenico di crescita per i bambini,noi siamo lieti di questo.

Questo lavoro sta continuando nel 2019 e verrà illustrato meglio da chi ha già le mani in pasta.

Un salto in avanti notevole l’ha fatto la mostra degli artisti con una partecipazione più importante con una qualità più importante in un clima sicuramente importante,voglio ricordare che con alcuni artisti ci siamo continuati a sentire per alcuni giorni dopo il festival questo è lo stimolo importante per la prossima edizione.

Una riflessione v’à fatta e la stiamo facendo sulle tavole rotonde

Abbiamo preso atto che i temi che affrontiamo stimolano interesse verso interlocutori che partecipano volentieri e sono molto preparati, ma che la partecipazione delle persone è troppo relativa.

E vero che le nostre iniziative possono essere considerate per una platea di nicchia ma dobbiamo stimolare un interesse più ampio perché i temi che noi cerchiamo di approfondire lo meritano,anche qui chiediamo suggerimenti.

Nel 2018 abbiamo investito economicamente qualcosa nella pubblicizzazione del nostro lavoro ,con l’agenzia pubblicitaria (Elzevira) coinvolgendo anche un canale nazionale e ci ha fatto visita durante il festival la(rai regionale)

Il programma di massima del 2019.

Come tutti gli anni è iniziato con l’individuazione del tema su cui lavorare :(Cambiamenti climatici verso il punto di non ritorno,sfide locali ,sfide globali)

E la prosecuzione e l’approfondimento del tema del 2016 che come ricorderete era: (dall’gocentrismo all’ecocentrismo, la necessità di un nuovo rapporto tra uomo,scienza e natura.

Che non è una ripetizione lo dimostrano i fatti che si stanno verificando,la cronaca degli eventi, gli appelli di chi lancia allarmi che tutti tocchiamo con mano la scadenza non rinviabile di fare qualcosa perché in discussione c’è la fine di una civiltà.

Il programma continua con l’iniziativa odierna questa assemblea deve rinnovare anche gli organismi dirigenti,visto che scadono i secondi 3 anni dalla nostra nascita su cui dirò poi .

Il 17 maggio prossimo in collaborazione con il P.E.G.(parlamento europeo giovani) vi sarà la simulazione del parlamento Europeo avendo per protagonisti i ragazzi delle scuole superiori.

Stiamo lavorando alla pubblicazione dei lochi per il festival del dialogo che ci hanno donato i ragazzi del liceo artistico e insieme al centro studi e al comune di Orvieto alla manifestazione che intitolerà l’attuale aula magna di palazzo Negroni (aula del dialogo)crediamo nel mese di settembre.

Come pure sul 6” festival del dialogo di quest’anno prendendo contatti con associazioni e persone interessate per costruire insieme le diverse iniziative,con alcune già stiamo lavorando,come la continuità importante con il’associazione i lettori portatili e la compagnia teatrale (amleto in viaggio) una compagnia di teatro integrato molto interessante di grande spessore sociale.

La terza edizione della mostra che vogliamo sia ancora più partecipata e ricca aprendola ad altri artisti e inserendo una novità,l’antologia del festival che racchiuderà la storia del festival i lavori degli artisti la pubblicazione dei lochi del festival donateci dal liceo artistico e delle considerazioni storico culturali di personaggi di questa città.

Alle iniziative dei bambini, dei ragazzi delle elementari e delle medie che apriranno e chiuderanno l’iniziativa,vorrei aggiungere che sono già diffusi i progetti su cui si sta lavorando.

Vogliamo che a questo appuntamento partecipino e si aggiungano nuove realtà,nuove idee,che non abbiano il sapore dell’indispensabilità,ma quello dell’arricchimento,che aiutino tutti noi ‘ e il noi è inteso in senso lato, a espellere quelle scorie che abbiamo accumulato nei decenni passati e che si possa iniziare a far pace con noi stessi questo per affrontare i tanti nodi che sono e verranno al pettine e che tutti conosciamo,che necessitano di un pulito protagonismo di uno sguardo meno sospettoso,di una disponibilità a spendersi,con la determinazione di credere nelle proprie idee.

Si le idee da coltivare,da costruire,da confrontarle e far crescere e che non possono camminare usando la forza,ma debbono avere la forza per camminare questo e solo di questo hanno bisogno le sfide che ci stanno davanti

possiamo citarne solo alcuni pensiamo,al’aumento vertiginoso delle nuove disparità,delle vecchie e nuove povertà,la concentrazione del potere e dei poteri in mano a sempre meno persone la fame, le malattie esistenti e le nuove .

Utilizzeremo la tecnologia o verremo usati dalla stessa?,quale saranno i lavori del futuro,quale sarà se e quanto ci sarà lavoro, le nuove povertà non solo economiche ma anche culturali che tenderanno a tagliare fuori dal mercato sempre più persone togliendo la dignità di vivere, i cambiamenti climatici’ rispettando e facendo pace con la madre di tutti cioè il nostro pianeta.

Sono rinviabili le risposte? no crediamo proprio di no.

Questo ci porta a dire che una fase è finita e allora v’a iniziata un’altra,nella consapevolezza che il potere non ha mai il vuoto,qualcuno lo riempirà sempre, chi lo sta riempiendo e chi lo riempirà?

Eccolo il senso del dialogo,del festival del dialogo, delle nostre iniziative.

Consentitemi di ritornare sui giovani nelle loro iniziative ci incontriamo,ci conosciamo,ci confrontiamo, ci ascoltiamo con un numero sempre maggiore e in un clima molto interessante siamo felici che salgano sul palcoscenico che tante volte abbiamo detto che è anche a loro disposizione e che diventino i protagonisti della scena.

Sono loro il seme del futuro,saranno loro i nuovi dirigenti,ecco perché ci piace,lo stimolo che prima diceva quell’insegante,perché trasformare il sapere in idee significa che l’istruzione diventa cultura ma non una cultura narcisista,ce l’abbiamo anche troppa,ma una cultura collettiva ,che produca un intelligenza collettiva.

Questo dovrà essere non solo un baluardo a quei quesiti che prima dicevamo, ma l’inizio di un nuovo protagonismo dell’uomo che dovrà scoprire o riscoprire valori etici e morali che gli rendano la vita più bella e che metta al bando tante delle effimeratezze della storia contemporanea, così come farà manutenzione a valori collettivi rendendoli più efficienti e adeguati ai processi storici,come la libertà,la democrazia,che altrimenti verranno relegati in un angolo perche vecchi e ossidati per buttarli e ricercarli quando non ci sono più.

A conferma di ciò vorrei dire qualcosa su una iniziativa di pochi giorni fa presso la sala del consiglio comunale sul tema:RIFIUTI E CAMBIAMENTI CLIMATICI QUALI MISURE PER RISPONDERE ALL’APPELLO DI GRETA?

Dal tavolo dei relatori,ecologisti,sociologi dirigenti,amministratori sono venute diverse proposte importanti,ma 2 cose sono emerse con chiarezza:

1)lavorare per una nuova cultura dell’ambiente e di vita su questo pianeta.

2)un clima rancoroso che è il protagonista del confronto,cioè la continua ricerca del nemico.

Queste 2 cose non danno la risposta che Greta si attende.

Lasciatemi dire che lavoriamo perché da Orvieto partano degli elogi alla sua iniziativa e che dalla città del dialogo dal festival del dialogo dai giovani di Orvieto cittadini del mondo,vengono dei segnali che arricchiscono la sua iniziativa e insieme a lei e le nuove generazioni la vogliono riempire di idee e contenuti.

Diceva a quell’incontro il professor Roberto Cavallo al quale abbiamo chiesto i suoi recapiti che ci ha dato e a mostrato interesse per il nostro lavoro,che comunque bisogna essere ottimisti e noi lo siamo e lavoriamo per questo.

Credo di dover spendere qualche parola sul rapporto che si è creato in questi anni con la città,con i rappresentanti dei cittadini con gli amministratori.

Abbiamo trovato un po’ di diffidenza all’inizio molte domande e anche dei sospetti che facevano trapelare la convinzione che ci saremmo presentati alle elezioni o comunque avremmo appoggiato questo o quello schieramento abbiamo detto più volte ma ora non ce n’è più bisogno che noi non siamo nati per andare contro qualcuno ma per fare qualcosa,questa rimane e continuerà ad essere la nostra strada.

Il fatto che un gruppo importante di persone di cui diversi giovani si siano avvicinati e associati o che hanno chiesto di associarsi anche questa mattina ne è la conferma.

Il rapporto con le istituzioni locali è stato proficuo e leale,voglio ricordare che il patrocinio al 1”festival del dialogo del 2014 lo dette la giunta Concina 2 mesi prima che finisse il suo mandato.

E continuato e si è arricchito man mano negli anni con l’attuale giunta e con il sindaco, dimostrando interesse al nostro lavoro,altrettanto a fatto il consiglio comunale,

Qualcuno di noi a partecipato ai dibattiti che ci riguardavano e abbiamo notato serenità e onesta e interesse nel motivare il voto favorevole.

Le due mozioni quella del 2014 su (Orvieto città del dialogo) e quella di lunedì 11 marzo scorso su un protocollo di intesa tra la nostra associazione,il centro studi e l’amministrazione comunale per una collaborazione più stretta e proficua e l’intitolazione dell’attuale aula magna del centro studi (ex tribunale) a aula del dialogo sono state approvate all’unanimità

Noi lo interpretiamo come un messaggio dei nostri rappresentanti importante e un impegno che proseguirà nel futuro

Mi soffermo qualche minuto sull’aula del dialogo

Questo crediamo che sia un altro tassello che si aggiunge a quel mosaico di iniziative che si sta arricchendo sempre di più e che vede protagoniste tante realtà in questa città.

Diverse stanno in questa relazione,altre ne possiamo aggiungere altri possono aggiungere le loro ma non è l’elenco che vogliamo fare.

Questo per dire che ci sono uomini,donne giovani,intelligenze che vogliono spendersi che vogliono lavorare e sanno che la nostra storia,la nostra cultura, l’arte debbono essere custodite,preservate, ma bisogna investirci e soprattutto non sono proprietà privata e che quindi dobbiamo servirli per andare oltre i nostri confini.

Questo come tutti potete capire non è uno schierarsi a favore o contro qualcuno ma visto che questa città avrà a breve nuovi rappresentanti un invito a non cercare il nemico da combattere ma trovare quel minimo comune denominatore che coinvolga le volontà che prima dicevo ricordandosi che noi orvietani siamo si diffidenti ma siamo anche ospitali e generosi

Vorremmo che ( l’aula del dialogo) sia un luogo degno del nome che porterà

Cioè un clima diverso che produca idee e progetti.

Noi ci saremo a partire dalla manifestazione di settembre.

Lasciatemi ricordare con molta emozione un uomo che apprezzava molto questa iniziativa e che voleva bene a Orvieto e si spendeva per questa città e che restando con i piedi per terra non camminava mai a testa bassa,ma con lo sguardo verso nuovi orizzonti,sto parlando di Reno Montanucci.

Avviandomi a concludere vorrei ringraziare chi ci ha sostenuto,chi continuerà a farlo economicamente e non solo

Quindi gli sponsor ne cito alcuni per brevità,.la fondazione cassa di risparmio,la cassa di risparmio di Orvieto,il banco credito operativo la s,o,c,a Microrad e l’elenco è lungo e tutti sono molto importanti

Prima di chiudere vorrei dire qualcosa sull’associazione.

Quando l’ abbiamo fondata non sapevamo quanto avremo continuato,dove potevamo arrivare,quanto interesse avrebbe riscosso.

Crediamo di essere cresciuti di avere fatto degli errori organizzativi,ma abbiamo tenuto la barra dritta trovando consensi e disponibilità,chi interverrà poi lo illustrerà meglio di me,ma quest’anno alle iniziative dei ragazzi e bambini dei nostri istituti parteciperanno anche Terni,Acquapendente e Viterbo.

Una ultima riflessione,Il nostro concittadino Guido Barlozzetti ha scritto un libro molto bello che si può acquistare anche oggi e che abbiamo presentato nella nostra iniziativa (Orvieto città aperta) 2 anni fa in collaborazione con l’azienda Mchelangeli e iil bar Montanucci,dal titolo ( la bellezza salverà il mondo?

Si potrebbe aggiungere ma come si guarda la bellezza?).

Perché la bellezza può essere vedere demolire una scultura,demolire monumenti,pensiamo all’isis, i campi di sterminio del secolo scorso sfregiare un quadro.

Oppure vedere la gente che canta,che balla che si diverte che è felice,la bellezza della pace,della natura,dell’arte della convivenza civile ecc.

Allora la bellezza non la vedono gli occhi ma il cervello degli uomini,ed è quest’ultima che potrà salvare il mondo

Io trovo che un po’ di quest’ultima bellezza ci sia nel nostro lavoro ,la bellezza dell’arte dei lavori dei giovani dei ragazzi dei bambini ,che nel vederla e apprezzarla trasmette una bellezza interiore che si chiama impegno,passione che ci porta a spendere un po’ del nostro tempo e delle nostre forze.

Sicuramente non basta a salvare il mondo, ma può dare un contributo.

Finisco dicendo senza scoprire niente che questa associazione è solo volontariato e che per fare iniziative servono idee e soldi,allora chiederei a questa assemblea di esprimere un giudizio,un pensiero,delle idee,delle critiche di dare delle disponibilità a lavorare e a migliorarci,

Servono anche i soldi i numeri che ci darà Paolo lo dimostreranno,qualsiasi piccolo contributo è importante e vi ringraziamo perché chi oggi si ferma a pranzo ha già iniziato a farlo.

Io vi ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti una bella giornata.

Erasmo Bracaletti, Presidente Associazione ApertaMenteOrvieto

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