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Le parole del presidente Erasmo Bracaletti che incarnano lo spirito del festival e della nostra associazione:

«Si è concluso domenica 25 ottobre il secondo Festival del Dialogo organizzato dalla nostra associazione. Dovremo valutarlo meglio con calma, ma a caldo ci sentiamo di dire che è andato bene, sia per la partecipazione che per la qualità dei temi affrontati e dei contributi che hanno dato gli ospiti.

Nel pomeriggio di apertura è stato presentato alla città il «Manifesto per Orvieto città del dialogo», per una città che deve aprirsi al dialogo con se stessa e con il mondo.

Il concittadino scrittore Guido Barlozzetti ha intitolato il suo intervento di presentazione Orvieto città alta, strana e… rissosa», poiché questo è il giudizio della storia, che deve essere superato con l’impegno di tutti coloro che, loro malgrado, si riconoscono in quel titolo e che si sentono riempiti del passato ma vuoti di futuro.

È stato annunciato, in quella occasione, che verrà presentata una mozione al Consiglio Comunale di Orvieto con una richiesta di adesione al nostro manifesto; auspichiamo che in quella sede si sviluppi un dibattito severo e sereno e che venga da lì un contributo importante, perché Orvieto si incammini verso un futuro e un ruolo diverso.

ApertaMenteOrvieto ha già iniziato chiedendolo ai ragazzi e alle ragazze e loro hanno dato un forte segnale sia l’anno scorso che quest’anno.

Inoltre, in questa edizione, il Liceo Artistico ha presentato il logo del festival del dialogo, progettando e realizzando bossetti molto belli, tanto che non possiamo non ringraziarli ancora, assieme ai loro insegnanti e alla loro dirigente.

A questa edizione del festival hanno partecipato anche i ragazzi delle medie e i bambini delle elementari con i loro lavori, sotto la guida sapiente dei loro insegnanti e dei loro dirigenti.

Vogliamo sottolineare la presenza delle scuole perché una città piena di storia come la nostra non può non partire da loro per fare la storia.

Molto interessanti sia il pomeriggio sul dialogo inter-religioso che l’incontro, realizzato in occasione dell’anniversario del genocidio degli Armeni, con la professoressa Antonia Arslan: sapere la verità della storia è importante per costruirne una più autentica.

La poesia del concerto di Grazia di Michele con Andrea Gioia e la freschezza delle band locali hanno coronato questo secondo festival.

ApertaMenteOrvieto è impegnata ad andare avanti e a contribuire a sviluppare un dialogo con tutti e su tutto, che possa servire a far sì che questa città continui ad essere «alta e bella», ma meno strana e soprattutto meno rissosa».